Giovani artisti al Museo Cambellotti: dal 5 al 22 giugno la mostra L’altro volto
Esposizione collettiva degli studenti del Liceo Artistico Statale “Michelangelo Buonarroti” di Latina classi 4G e 4F indirizzo di Arti Figurative arte del plastico- pittorico
| Mostra | L’altro volto |
| Sede | Museo Duilio Cambellotti, Latina |
| Date | 5 – 22 giugno 2026 |
| Inaugurazione | Venerdì 5 giugno 2026, ore 11:00 |
| Artisti | Studenti classi 4F e 4G — Liceo Artistico Statale “Michelangelo Buonarroti”, Latina |
| Indirizzo | Arte del Plastico-Pittorico |
| Curatela | Prof.ssa Maria Griffo docente di Arti figurative plastiche e scultoree
Dott.ssa Antonia Lo Rillo Direttrice del Museo Duilio Cambellotti |
| Ingresso | Libero |
Il Museo Cambellotti di Latina ospita dal 5 al 22 giugno 2026 la mostra L’Altro Volto, esposizione di opere scultoree degli studenti del corso di studi Arte del plastico–pittorico classi 4F e 4G, indirizzo Arte del Plastico-Pittorico, del Liceo Artistico Statale “Michelangelo Buonarroti”. Il Progetto per iniziative di ampliamento curricolare (sezione di riferimento offerta formativa 2025-2026) in osservanza del protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comune di Latina e l’istituzione scolastica per lo svolgimento di attività di PCTO (EX ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO) approvato con Deliberazione di G.M. n° 145 del 16/11/2023.
L’inaugurazione è fissata per venerdì 5 giugno alle ore 11:00 e vedrà la partecipazione, con saluti istituzionali, della Sindaco Matilde Celentano, della Dirigente Scolastica Prof.ssa Annarita Leone e della Direttrice del Museo Antonia Lo Rillo. La mostra è curata congiuntamente dalla docente referente del progetto Prof.ssa Maria Griffo e dalla Direttrice del Museo.
Trenta volti, sculture in argilla policroma. La mostra dal titolo L’altro volto nasce da un percorso didattico lungo e impegnativo, nel quale i giovani artisti guidati dalla Prof.ssa Maria Griffo docente di discipline plastiche e scultoree — per la prima volta nella loro esperienza scolastica — si sono misurati non solo con le difficoltà tecniche della modellazione ceramica, ma con qualcosa di più sottile e più esigente, la necessità di dare forma plastica a ciò che normalmente resta nascosto.
Il risultato è una collezione di opere che parlano di identità e di emozioni, di ferite che cercano una forma per essere attraversate. Sono volti che si dissolvono in un immaginario variegato nel cosmo, nell’etere, nel giardino delle idee, figure ibride tra umano e naturale, sguardi che portano il peso di una pressione interiore continua. Ogni scultura è un autoritratto trasfigurato, in cui la materia diventa linguaggio dell’inconscio.
Ciò che sorprende è la convergenza emotiva dell’insieme, i giovani artisti hanno scelto temi ch indagano il dolore come trasformazione, la fragilità come forza, il confine permeabile tra sé e il mondo. Una convergenza non casuale un metodo laboratoriale che ha funzionato come spazio di ricerca autentica e le opere ne portano la traccia visibile.
L’altro volto è anche, e soprattutto, un atto di coraggio, portare il proprio lavoro fuori dall’aula, esporlo all’osservazione del pubblico, confrontarsi per la prima volta con uno spazio museale reale. Un’esperienza che appartiene alla formazione dei giovani artisti in parallelo con lo studio della tecnica.
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